Qualche anno fa ero a Austin con il mio caro amico Tom Zigal. Eravamo in una bellissima libreria, di cui naturalmente non ricordo il nome, ma ricordo benissimo che aveva i carrelli come quelli del supermercato. Tom continuava a consigliarmi libri e, a un certo punto, senza avermene mai parlato, infilò nel carrello The Gates of the Alamo di Stephen Harrigan – che oggi, per noi, è semplicemente Alamo.

Me ne accorsi alla cassa.

Tom sorrise e mi disse che era un capolavoro, che ogni texano degno di questo nome doveva averlo letto e che, una volta arrivato in fondo, avrei potuto ottenere anch’io la cittadinanza di Austin.