Sono nato nel 1947 e, non appena ho emesso il primo vagito, sono entrato a far parte di una delle generazioni di cui si è più scritto e parlato nella storia degli Stati Uniti. Una generazione celebrata, assecondata, mal sopportata e presa in giro. Appartengo, naturalmente, alla generazione del baby boom. I vantaggi e i privilegi che ne derivavano cominciarono a farsi sentire già nei miei primi dieci anni di vita, quando due fenomeni che attraversarono l’America si rivolsero proprio a me e ai bambini della mia età.


